Pillole di cultura americana (to be continued)

Mentre ero negli USA sono stata sottoposta a diversi “riti” americani che mi hanno lasciata muta e con gli occhi sgranati per lo stupore. Avere a che fare con la cultura americana non e’ mica un gioco da ragazzi perche’ dopo mesi e mesi che ti trovi negli USA e a contatto con Americani e ti senti piu’ a tuo agio e ormai parte della societa’, la cultura americana ti spiazza con una nuova usanza mai sentita prima e che ti lascia impietrito e con un grande punto interrogativo in testa.

Si inizia col rito del tacchino, il giorno del Ringraziamento. Un gran bel tacchino viene inserito in forno e lasciato li’ per non so quante ore finche’ la temperatura interna del tacchino che viene misurata con un apposito termometro che indica che e’ pronto. Tutti i presenti sono in fibrillazione e il capofamiglia ha l’onore di tagliare e distribuire il prelibato tacchino con tanto di ripieno…IN PARTE. Come in parte? Si’ il ripieno non viene inserito NEL tacchino, ma viene fatto in un tegame A PARTE e servito nel piatto A FIANCO del tacchino. Perche’? A loro piace cosi’. Io occhi sgranati e muta.

Altro rito a cui sono stata sottoposta e’ quello del pranzo natalizio americano. Il menu’ include tacchino (ancora!) e verdure, tutto messo in un unico piatto e…basta. Si’ ok, dopo questo misero piatto unico c’e’ anche il dolce…ma poi finisce li’ e dopo 30-45 minuti ci si alza tutti da tavola. Abituata ai pranzi pantagruelici italici ci sono rimasta di sasso. E dopo un paio d’ore avevo ancora fame e continuavo a pensare che in Italia dopo il pranzo natalizio sei ritronato dal troppo cibo ingerito e entri in una fase di coma da cibo da cui ti riprendi (se ti va bene) il giorno dopo.

Un’altra usanza che mi ha lasciata impietrita e’ quella delle damigelle d’onore ai matrimoni. Certo, siamo abituati a vederle nei film americani, ma quando ti tocca fare la damigella d’onore nella realta’ ti viene una certa ansia da prestazione. Quando mi e’ toccato fare da damigella ho accettato con titubanza ma anche con una certa fiducia che sarebbe stato facile, visto che nei film sembra tutto cosi’ facile. E cosi’ la sposa ha cominciato a inviarmi messaggi vari sul vestito da scegliere e che deve essere uguale per tutte le damigelle e che e’ stato acquistato on line, secondo un’altra usanza fortemente diffusa negli USA. Poi si e’ passati alla scelta delle scarpe, degli orecchini e perfino del colore dello smalto per le unghie. A quel punto la mia ansia e’ cominciata a salire. Per fortuna alla fine e’ andato tutto bene e ho fatto tutte le mosse giuste il giorno del matrimonio, secondo quanto avevamo preparato durante la prova generale. Ero quasi piu’ tesa il giorno in cui ho fatto la damigella d’onore che il giorno del mio matrimonio!

Altra usanza che lascia noi italiani un po’ basiti e’ quella dell’engagement. Negli USA il famoso engagement non e’ un fidanzamento come lo intendiamo noi, ovvero quando due persone ufficializzano il loro rapporto e iniziano a progettare un futuro insieme. NO, il fidanzamento americano e’ una cosa seria che comporta un impegno non da poco da parte del fidanzato, il quale per chiedere la mano della propria amata, deve investire qualche MIGLIAIA di dollari in un costosissimo e enorme anello con diamante che ogni ragazza americana si aspetta di ricevere il giorno della proposta di matrimonio. Gli engagement rings sono talmente grandi e vistosi che in Italia io avrei paura ad indossarne uno, non si sa mai che faccia gola a qualcuno. E dopo che e’ avvenuta la proposta di matrimonio e viene donato questo anello con un diamante da duecentomila carati, i futuri sposi si sottopongono a un servizio fotografico in pose romantiche e con l’anello in bella vista per poter scattare la famosa “engagement photo” che segna l’inizio del percorso che li portera’ al matrimonio. Che romanticherie!

Infine un’altra tradizione che mi ha lasciata perplessa e’ quella della “baby shower”: quando una ragazza americana rimane incinta, il bambino che sta per nascere viene accolto con una “doccia” di regali. Circa un mese prima della nascita del bebe’, alcune amiche della futura mamma organizzano tale baby shower dove tutte le amiche della festeggiata portano regali vari per il nascituro. La mamma si mette al centro e li apre ad uno ad uno mentre tutte le invitate assistono all’apertura dei regali e la accompagnano con dei corali “ooooh” quando finalmente vedono di cosa si tratta. Dopo l’apertura dei regali, la festa puo’ proseguire con dei giochi o con delle attivita’. A me e’ capitato di fare la seguente attivita’: Completa le frasi seguenti dedicate al nascituro: Tu crescerai……; Tu amerai……..; Tu apprezzerai…….; e avanti cosi’ per circa venti frasi. Dopo che ogni invitata ha completato queste frasi, la futura mamma ha letto le frasi di tutte le invitate a voce alta. Nel frattempo io stavo sonnecchiando alla grande. Certo anche i giochi che si fanno in queste occasioni non sono di certo meglio, del tipo: Dividi i tuoi ospiti in squadre e dai a ciascuno della carta igienica. Dai loro un minuto di tempo per creare un pannolino e farlo indossare a uno dei membri di ciascuna squadra. Non possono essere usate spille o altri oggetti. 

Wow, proprio divertenti queste baby shower! E’ in queste occasioni che mi sento veramente un pesce fuor d’acqua. E che mi vien voglia di scappare correndo e urlando a piu’ non posso.

Portrei continuare con altri curiosi usi e costumi a stelle e strisce, ma per ora mi fermo qua. Alla prossima puntata di “pillole di cultura americana”!

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4 risposte a Pillole di cultura americana (to be continued)

  1. Pingback: Pillole di cultura americana (seconda parte) | unpescefuordacqua

  2. vavi78 ha detto:

    Per l’anello di fidanzamento avevo letto non ricordo dove che dovrebbe avere circa il valore di tre mensilitá del fidanzato per essere appropriato

  3. Serena ha detto:

    Tutte queste cose le ho scoperte nelle ore passate a vagare su Pinterest xD Sono curiosa di leggere la prossima puntata sulle stravaganze americane 😀

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