Non e’ un paese per mamme

Questa mattina ho letto un articolo su Repubblica che mi ha fatto riflettere. L’articolo in questione e’ il seguente: Non e’ un paese per mamme. Ovviamente si riferisce all’Italia e alla difficolta’ di essere madri e di conciliare lavoro e famiglia. L’articolo sottolinea che, spesso, le donne che diventano madri vengono licenziate oppure subiscono mobbing sul posto di lavoro. A me sembra che nell’articolo si tenda ad esagerare il problema e a fare di tale problema un enorme dramma, come si e’ soliti fare in Italia di tutti i nostri problemi.

Non credo che la situazione delle mamme italiane sia cosi’ catastrofica come viene descritta nell’articolo menzionato, anche perche’ le mamme italiane possono spesso godere dell’aiuto dei nonni che loro danno per scontato, ma che altrove non esiste. Negli USA i nonni non diventano automaticamente baby-sitter e di solito vedono i nipotini in occasione delle feste, altro che andare a prenderli all’asilo o a scuola, fargli da mangiare e tenerli con se’ finche’ i genitori non tornano dal lavoro. Inoltre in Italia gran parte delle mamme che lavorano possono stare a casa mesi e mesi in maternita’ mantenendo il posto di lavoro. Ho diverse amiche che sono state a casa piu’ di un anno in maternita’, percependo soldi e potendo tornare a lavorare quando il figlio aveva gia’ un anno di eta’. Ma le mamme italiane lo sanno quanto tempo le donne possono stare a casa in maternita’ negli USA? Circa due mesi, ripeto DUE! E poi si torna a lavorare. E qua non si lamenta nessuno. Se da noi ci fossero solo due mesi di maternita’ ci sarebbe una rivoluzione. Anche negli USA molte donne perdono il lavoro quando nasce un figlio, o perche’ vogliono stare a casa piu’ tempo con il neonato o perche’ non riescono a mantenere i ritmi di lavoro che avevano prima della nascita del bimbo. Ma non se ne fa un dramma, si cerca un nuovo lavoro. E guarda caso, nonostante l’assenza dei nonni-babysitter, nonostante si abbiano solo due mesi per poter stare a casa in maternita’, nonostante si possa facilmente perdere il lavoro, le donne americane hanno almeno 2 figli, spesso 3 e anche 4, mentre il Italia c’e’ il tasso di natalita’ tra i piu’bassi d’Europa.

Allora ho l’impressione che negli USA la gente si lamenti molto meno che da noi e sia piu’ pratica e piu’ flessibile e pronta ad affrontare i problemi con ottimismo e fiducia. Le mamme americane fanno piu’ figli anche perche’ non li coccolano come si fa da noi, ma vengono cresciuti con meno preoccupazioni, meno apprensioni e lasciati liberi di correre a piedi nudi, di sporcarsi, di farsi male, potendo cosi’ crescere forti e sani, altro che mammoni! Forse, invece che un articolo sulle mamme italiane, sarebbe utile pubblicare su Repubblica un articolo sulle mamme americane in modo che le donne italiane possano confrontarsi e magari anche imparare qualcosa.

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7 risposte a Non e’ un paese per mamme

  1. giovannacacciuto ha detto:

    In Italia i mesi di maternità sono 5 da distribuire tra prima e dopo la gravidanza, non un giorno di più, puoi chiedere l’aspettativa e se ti viene concessa non è retribuita affatto, siamo molto indietro rispetto a paesi come la germania in cui il supporto alle madri che lavorano è costante .

    • samuelarti ha detto:

      Oltre ai 5 mesi di astensione obbligatoria, però, in Italia vengono concessi altri mesi di astensione facoltativa e permessi per l’allattamento. Anche se siamo indietro rispetto alla Germania, ti assicuro che siamo avanti anni luce rispetto agli USA.

      • giovannacacciuto ha detto:

        l’astensione facoltativa riguarda anche i privati o i dipendenti pubblici? perchè tra le due categorie c’è un abisso, ho amiche costrette a firmare i permessi di allattamento senza mai averli presi sotto minaccia di licenziamento , purtroppo da noi le leggi esistono ma non vengono mai rispettate !!!

  2. samuelarti ha detto:

    Giovanna, l’astensione facoltativa riguarda tutti, poi ovviamente dipende dal datore di lavoro rispettare le leggi…per fortuna io ho amiche che non hanno avuto problemi ad avere l’astensione facoltativa, pur lavorando per privati, ma so che purtroppo non è sempre così e mi dispiace per le tue amiche. Ciao!

  3. NonPuòEssereVero ha detto:

    Giusto oggi ho scritto un post al riguardo sul blog.
    Cinque mesi secondo me non sono pochi, se consideriamo che, in caso di necessità, c’è la possibilità di stare a casa prima del tempo (e sarebbe bello se chi sta a casa in anticipata avesse realmente dei problemi e non semplicemente un medico disonesto)…

  4. ciacco.29 ha detto:

    Scusate se intervengo, così, solo per fare chiarezza, in Italia l’astensione obbligatoria dal lavoro è di 5 mesi ed è garantita anche alle lavoratrici autonome che ricevono dalla loro cassa di previdenza un’indennità pari all’80% dei 5/12 del reddito dell’anno precedente (anche se poi, di fatto, tutte lavoriamo, ma questo è un discorso di clientela, inevitabile). L’astensione facoltativa è di 10 mesi (11 in tutto se almeno tre li prende il padre), è retribuita al 30% ed è un diritto del lavoratore nel senso che il datore di lavoro non può scegliere se concederla o meno, se richiesto, deve. Poi ci sono i permessi di allattamento e cura.
    Naturalmente tutta questa disciplina può essere aggirata e possono essere commessi abusi, naturalmente non è raro il ricorso a contratti atipici che alsciano a piedi che resta incinta perchè non sono rinnovati alla scadenza.
    Naturalmente ci sono abusi, ma la disciplina è questa.
    Anzi forse è l’ipertutela che crea problemi

    • samuelarti ha detto:

      Grazie per la tua spiegazione molto precisa e dettagliata! In Italia ci sono molti vantaggi per le mamme che, purtroppo, vengono dati per scontati quando invece bisogna riconoscere la generosità del nostro Welfare che manca totalmente negli USA!

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